Duomo di Como

Como
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Gli affreschi che decorano la volta della Sagrestia dei Mansionari sono opera del “Morazzone” tra il 1611 e il 1612. I dipinti presentavano diversi degradi oltre che distacchi, rigonfiamenti e polverizzazione della pellicola pittorica mentre lo stato di conservazione degli stucchi rispecchiava le cattive condizioni ambientali sofferte e deterioramenti di rilievo dovuti a infiltrazioni d’acqua. Le perdite erano evidenti anche sulle dorature che, come gli stucchi, erano state oggetto di diversi interventi di restauro grossolanamente eseguiti. Il paramento lapideo delle finestre era, come le pareti, ricoperto da uno spesso strato di fuliggine. Varie analisi, oltre alle ridipinture, hanno rilevato la mancanza di qualsiasi traccia di sporco tra la pittura originale e le stesse, il che confermava l’ipotesi per la quale energiche puliture avessero abraso la superficie pittorica e che, in seguito, hanno richiesto delle patinature. Per la pulitura degli affreschi sono state impiegate prevalentemente delle miscele molto blande di carbonato di ammonio in acqua distillata. Le zone colpite da efflorescenze saline sono invece state sottoposte a lunghi e molteplici impacchi idroalcolici. Le vecchie stuccature sono state rimosse in quanto non risultavano più ben ancorate al supporto, mentre le lacune sono state portate a livello e successivamente reintegrate pittoricamente a tratteggio con colori ad acquarello e le zone svelate sono state abbassate di tono per recuperare in pieno i volumi delle nuvole e il movimento dei panneggi. Il trattamento preliminare delle pareti e la tinteggiatura applicata in triplice mano mediante colori ai silicati, dati a velatura, hanno completato l’intervento.